- Da molte dichiarazioni (Leanza, Bonomo Segr. Com. di Nicosia) si capisce che il PDL, per le prossime amministrative potrebbe rinunciare al proprio simbolo per confluire in liste civiche alleate anche del PD o addirittura che vedano il PD parteciparvi. Non ci si riferisce solo ai piccoli Comuni, ma anche ai grandi. E' possibile che il più grande Partito di centro-destra rinunci al suo ruolo alternativo solo per qualche poltroncina in più?
"Escludo questa ipotesi, sopratutto per i comuni in cui non si vota con il sistema maggioritario. Che ci sia un momento analogo a quello del '93, in cui la crisi dei partiti porti a sistemi elettorali con una partecipazione di liste civiche, è inevitabile. Tuttavia un grande partito come il PdL così come il PD, devono dare indirizzi chiari all'opinione pubblica. Fare liste assieme, due partiti che si contendono lo scenario nazionale mi sembra una cosa assurda. E' ipotizzabile fare liste civiche nei comuni fino a 10000 abitanti in cui i simboli cedono alle esigenze della comunità locale, ma per comuni importanti, del simbolo del PdL non si può fare a meno,"
- Da molte dichiarazioni sembrerebbe che il vertice del PDL, nella persona del suo Segretario Provinciale, starebbe lavorando ad un nuovo consorzio di comuni che veda Nicosia capofila ed accorpi una gran parte dei Comuni del Nord (Cerami, Sperlinga, Troina ecc.) ed un buon numero di Comuni della Provincia di Messina (Cesarò, Mistretta, Capizzi, Tusa, Castel di Lucio, S.Teodoro ecc). Se così fosse Enna subirebbe un colpo mortale e dire che Leanza proprio ad Enna ha avuto sempre molte simpatie.
"Non ho avuto ancora modo di confrontarmi con l'On. Leanza sull'argomento, tuttavia non mi sembra che l'idea avanzata sia quella di escludere i comuni, Enna in testa, del centro sud, ma di estendere i confini della provincia ai comuni del messinese, quindi si tratta di una estensione, non di una rivisitazione dei confini attuali della provincia. I prossimi giorni saranno utili anche per chiarire questo."
- Il PDL alla Provincia è teoricamente all'opposizione, ma nessuno se ne accorge. Nessuna iniziativa per farlo capire; non sarà perché i legami con il Presidente sono ancora forti e restare vicini alla stanza dei bottoni serve a tutti?
"No, io direi che i legami non sono forti con il Presidente, ma sono forti con il territorio e sopratutto con il programma elettorale che è stato sposato dagli elettori, che vedeva alla guida il Presidente ma vedeva anche un programma, un documento programmatico da rispettare. Parlare di opposizione, per un partito come il Pdl che è un partito di governo per antonomasia, mi sembra improprio come funzione. Direi che abbiamo preso atto della scelta fatta dal Presidente di uscire fuori dal Pdl, tuttavia gli impegni assunti certamente non possono essere influenzati da una scelta autonoma che non condividiamo. Ecco perchè, probabilmente, non appare quella che alcuni si aspettano come l'opposizione vecchio stile."
- Il 28 Gennaio si celebrerà il Congresso Provinciale. Sembra tutto scontato, acclamazione, auguri e pasticcini: dibattito zero. Non sarà perché la classe dirigente del PDL non esiste e quei pochi che potrebbero contribuire tirano dritto per la loro strada?
"Non lo so se tirano dritto per la loro strada, io noto che non tirano proprio, per cui il problema è che manca la dialettica, magari qualcuno corresse per la propria strada, noto una sorta di apatia all'interno del PdL che speriamo possa esser superata attraverso il congresso, che, oltre a eleggere gli organi tradizionali di vertice, dovrebbe anche avviare una stagione di dialogo, di confronto all'interno di un partito che ad oggi, rimane solo sulla carta."