In queste ultime settimane la polemica quasi giornaliera ha riguardato il commissariamento della Camera di Commercio di Enna, che sarebbe passato inosservato se non avesse un aspetto quasi inquietante: vale a dire la mancata nomina del suo rappresentante da parte della stessa Regione Siciliana. Ci sembrava opportuno quindi organizzare una tavola rotonda con alcuni degli attori (Confcommercio, Confcooperative, Cgil e Cna) che recentemente hanno deciso di intraprendere la via giudiziaria per tentare di ristabilire un minimo di legalità e indurre la Regione a più miti consigli. Ovviamente nella pagina accanto abbiamo anche sentito due attori che non solo condividono l'operato della Regione (Confartigianato e Cisl), ma che sperano che venga ripristinata la legalità e la trasparenza. Due sono gli aspetti emersi con forza: un attacco forte, molto forte alla Regione Siciliana e la sua "smania" di commissariare tutto e tutti e un altrettanto durissimo attacco alla deputazione regionale ennese totalmente assente. Noi consideriamo l'azione di Lombardo&C davvero scriteriata, che non sta sortendo effetti di alcun beneficio laddove, cioè dappertutto, ha provveduto a commissariare anche l'impossibile. Ma in questa azione Lombardo è anche stato aiutato da quasi tutti i deputati ennesi (Colianni, Termine, Galvagno) che appoggiano l'azione di governo, ne condividono le strategie, ma sopratutto mirano a destabilizzare un "sistema Crisafulli" probabilmente per sostituirlo con il loro, dimenticando che in un momento di così profonda crisi i rimedi probabilmente sono più devastanti degli effetti. Si è anche parlato di infiltrazioni mafiose e/o malavitose, di codice etico, di legalità e trasparenza. Ebbene, ora è arrivato il momento di fare chiarezza. Chi sa ha il dovere di andare a denunciare tutto alla magistratura che ha il dovere di fare i dovuti accertamenti ed indagini. Non è serio e corretto lanciare anatemi, fare allusioni di collusioni con non bene identificate cosche come se la provincia di Enna fosse la capitale della mafia. Per noi probabilmente, qualcuno vuole apparire come il paladino della legalità e della trasparenza, forse alla ricerca di fortune politiche, d'altronde i precedenti ci sono, eccome. Poi se si vuole davvero essere certosini sarebbe bene che qualche organizzazione guardasse al suo interno e forse scoprirebbe che dovrebbe cominciare un po' di pulizia, solo allora potrebbe parlare a voce alta. Quello che comunque appare insopportabile è che una provincia piccola come quella ennese debba essere devastata in questo modo; non c'è un posto di comando, un centro di potere che non sia appannaggio di forestieri, come se in questa provincia non esistessero intelligenze e professionalità per far funzionare meglio le cose.
Anche qui la deputazione regionale ennese ha responsabilità gravissime e prima o poi gli elettori chiederanno conto di questi operati quantomeno sospetti.